Gruppo Cinofilo Monzese
"Corona Ferrea"

Delegazione E.N.C.I.
Provincia di MONZA

Addestramento e attività
"Campo Scuola Cinofilo"

Storie di vita

Qualcosa su cui riflettere


Il risveglio della natura 


Pensierini da Dario


Comincia la campagna contro l’abbandono: sono solo un cane


Abbiamo di recente pubblicato sull’amico della settimana una foto che mi è parsa molto commovente. Volendone sapere di più, sono riuscita a recuperare la storia di questo splendido binomio.
Schoep, il nome di questo animale, si addormenta cos’, sul cuore del suo padrone perché l’acqua, soprattutto se è calda, lenisce il dolore delle sue vecchie ossa che tanto hanno dato e che contano ben 19 anni. Una storia veramente toccante che corona un lunghissimo rapporto fra veri amici. John Unger ha accolto il cucciolo quando aveva 8 mesi. Sono trascorsi 19 anni in cui hanno condiviso la quotidianità, le gioie e i dolori, le passeggiate, la villeggiatura, le tranquille serate in casa, insomma tutto ciò che può succedere nel corso della vita. La dedizione di Schoep è stata totale ed il premio è il conforto di avere vicino il suo amico bipede nel momento del bisogno. John lo coccola e lo aiuta ad addormentarsi con lunghi bagni in piscina riscaldata.


Ciao mi chiamo Argo e ho due anni.
Ero un cucciolo fortunato, giocavo sempre ed ero sempre attento a non ferire nessuno.
E tu eri così dolce e premuroso con me!
Poi siamo andati a fare una passeggiata, sapevi che a me piacciono così tanto, siamo saliti in macchina… e adesso ti sto aspettando, perché so che tornerai a prendermi. Mi hai messo qui solo per farmi sgranchire un po’ le zampe, perché il viaggio che mi hai fatto fare era interminabile. Poi sei risalito.. e.. No! Non puoi esserti dimenticato di me.. Si sono certo che fra un attimino sarai qui.
Mi siedo sul bordo della strada e ho paura delle macchine che passano veloci, ma cerco di pensare a te, ai nostri momenti passati insieme e ai tuoi nervosismi verso di me nell’ultimo periodo. Ma sarai stato arrabbiato per altri motivi, io non ti ho fatto nulla.
Sono trascorsi tre giorni e io sono ancora qui. Sto morendo di fame, di sete, di dolore ma sopratutto di tremenda solitudine. I miei occhi non vedono più tanto lontano e sento il battito del mio cuore stanco che mi sta lasciando per sempre. Eppure so che tornerai e resisto nel segno della mia fedeltà verso di te.
Io non riesco a credere che ci siano “persone” che possano abbandonare il proprio cane così!
Ho scritto PERSONE tra virgolette perché credo che chi abbandona un cane non possa essere considerato tale, ma solo una BESTIA senza cuore!
Un cane è pronto a tutto per te, anche di sacrificare la sua vita, non ti giudica mai, ma ti ascolta semplicemente!
Un cane ti regala un sorriso, ti porta allegria, e se avrai paura ti terrà compagnia!
Perché un cane è come il sole, illumina la vita e riscalda il cuore!
Buon Natale dalla Corona Ferrea!


Purtroppo capita molto spesso


 

EOLIA’ DE LA CHAUME DU BOIS DIEU
Fino al fatidico 12 Luglio 1998 in casa avevo tre briard: due femmine, Eolià e Griset, ed un maschio, Emile. Nella mia casa di campagna, dove vivono anche una maremmana abruzzese (Elade) ed una meticcia di taglia piccola (Zanzara), i mie tre briard scorazzavano felici con le amiche per i prati ogni volta che li portavo, il che succedeva molto spesso. Eolià, la più curiosa di tutti, un giorno si imbatte in un rospo e tenta di inghiottirlo. Il veleno sprigionato dal poveretto le provoca una grave intossicazione.
Dopo alcuni giorni di terapia, che peraltro non sortiva l’effetto desiderato, il mattino del 12 luglio 1998, durante la consueta passeggiata mattutina, Eolià dopo avermi guardato si addentra nel bosco abitualmente frequentato da tutti e cinque i cani. Si addentra da sola, gli altri quattro si fermano sul sentiero e la guardano. Io, a pochi passi di distanza, osservo. Dopo qualche minuto, la chiamo e mi avvio verso il punto dal quale è entrata. Non l’ho più vista. Gli altri cani, solitamente giocosi e pronti a seguirmi, nonostante i mie ripetuti richiami si rifiutano di accompagnarmi alla ricerca di Eolià, si accucciano sul sentiero ed appoggiano la testa sulle zampe. Mi guardano e non si muovono.
L’ho cercata, coinvolgendo tutta la famiglia, gli amici, i canili della zona; ho affisso fotografie all’ingresso di supermercati, alla stazione ferroviaria; ho fatto decine di telefonate ma di Eolià, nessuna traccia. E’ passato molto tempo da allora, ma ogni volta che vado in campagna il mio sguardo corre nel bosco dove è scomparsa, quasi con la speranza di vederla ricomparire. Così non è. Mi piace pensare che, nel suo immenso amore, non abbia voluto farmi soffrire andando a morire in un punto dove non potessi né vederla né trovarla.